EMOZIONI – IL FALLIMENTO

Il fallimento ti uccide lentamente l’anima. Come una bocca gigante, a morsi, prende padronanza di ciò che prima era sotto il tuo controllo, se ne impossessa, rendendoti invisibile a te stessa. Ti guardi, guardi più in là per cercare un piccolo spiraglio di luce, ed in mezzo al vuoto non c’è alcuna traccia della tua ombra. Diventi proprietà della vita, e mentre ti districhi e cerchi di slacciarti dai suoi fili, ti ride in faccia prendendosi gioco di te.

Il fallimento ti ridicolizza agli occhi degli altri, come se poi questo avesse importanza. Il coraggio di farsi coraggio diventa debole. Ogni angolo della tua mente si ghiaccia, come se volesse fermare tutto, compresa la tua storia. Storia che con gli anni si è arricchita di cicatrici, ed ogni volta, ed oggi, ti ritrovi a girarci le dita dentro, facendole sanguinare ancora ed ancora. Un circolo vizioso di lacrime che oramai conoscono già il loro corso, occhi, narici, guancia, collo, petto, ventre fino a toccare le dita posate a terra.

Il fallimento non ti mette in ginocchio, ti stende appena sotto il suolo. Così, per farti calpestare meglio. Così, per dare più autorità al male che infligge su te.

Ma d’altronde, è solo da sotto terra che si può rinascere, basti guardare un seme e la sua pianta. È solo dalla terra che si può iniziare ad edificare, quando si costruisce una casa non si inizia mai dal suo tetto.

Eppure, sapendo davvero ogni cosa, il fallimento è devastante, logorante, dannato.

Elisabeth Gioia Carbone

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